Perini (Lega), in via Galilei i problemi alla circolazione restano .

Perini (Lega), in via Galilei  i problemi alla circolazione restano .

Un piccolo tratto di via Galilei torna a doppio senso? Nonostante le pezze dell’Amministrazione comunale, i problemi della pista ciclabile in via Galilei restano. Infatti i problemi alla circolazione non vengono risolti e per di più spariscono numerosi parcheggi!L’immagine che segue fa parte degli allegati al progetto della pista ciclabile

. Le strade che vedete rappresentate in rosso sono quelle che si devono fare carico del traffico veicolare che non può più transitare da via Galilei. È visivamente evidente a chiunque il costo dell’operazione: per una strada che si chiude molte altre si intasano. Questo accade perché l’alternativa a via Galilei, che è una strada importante per il traffico cittadino, è rappresentata da infiniti giri per le strade intorno. Strade che nella maggior parte dei casi sono piccole e strette, quindi non adatte a smaltire un traffico principale. Parlo per esempio di via della Pina d’Oro, via dei Terrazzini, via Bandi. Oppure il traffico si concentra su altre arterie cittadine già ampiamente in sofferenza, come via de Larderel o piazza della Repubblica.

Sulla bontà degli studi effettuati ce ne sarebbero da dire di cose, ma tanto i risultati sono sotto gli occhi di tutti noi. Con questi giri intorno aumentano i chilometri da percorrere e questo significa più tempo perso inutilmente in auto e maggiori consumi.

Danni in termini di tempo, denaro e salute. Dall’altra parte, invece, la ciclabile rimane decisamente sottoutilizzata. Così a farne le spese non sono solo i livornesi, ma anche l’ambiente. Ecco che ci ritroviamo davanti ad un incredibile paradosso: proprio l’ambiente, che la ciclabile vorrebbe salvaguardare, è vittima di questa insensata operazione! Un pastrocchio che chiunque avrebbe potuto prevedere, anche senza spendere i soldi della consulenza esterna commissionata dal Comune.

Quelle che vediamo sono le conseguenze di un ambientalismo perseguito in maniera sentimentalista e non razionale. È una nuova ideologia, praticata per luoghi comuni (le piste ciclabili) e che prevede risposte banali a problemi complessi. Per il sindaco la cosa più onesta e seria da fare sarebbe prendere piena contezza del disastro realizzato in via Galilei e cancellare questa inutile e dannosa pista ciclabile.”

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Riccardo Repetti

Nato a Livorno il 4 luglio 1956, compiuti gli studi superiori in specializzazione tecnica, ha coltivato da subito la grande passione per il giornalismo accompagnata dall’amore per la fotografia . Risale al 1986 il primo incarico professionale per la redazione livornese de "La Nazione", che dura fino al 1988, quando a ingaggiarlo è "Il Tirreno", Dal 1992 è iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, elenco pubblicisti. Concluso il rapporto di lavoro con "Il Tirreno”, dopo 31 anni il 31/12/2019 , dal primo gennaio di quest'anno svolge la libera professione. Attualmente dirige il notiziario on line pentanewslivorno

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