La Lega al mercato centrale per valorizzare le bontà enogastronomiche Livornesi.

La Lega al mercato centrale per valorizzare le bontà enogastronomiche Livornesi.
Il senatore Stefano Candiani, Giulia Pacciardi e Manfredi Potenti al mercato mentre degustano il 5e5

Comunicato Stampa

Giulia Pacciardi al Mercato Centrale di Livorno con il senatore Stefano Candiani, Lega Salvini Premier, che simpaticamente ha chiamato Roberto Biasci, impegnato all’Isola d’Elba, con il ‘Pronto Biasci’, linea diretta con i cittadini ideata dal consigliere regionale uscente e candidato capolista per il Consiglio della Regione Toscana. Giulia Pacciardi è candidata al Consiglio della Regione Toscana, e  insieme a Biasci impegnata nel tour elettorale per il voto del 20 e 21 settembre 2020.

Tema della conferenza stampa tenutasi giovedì 17 settembre 2020 a Livorno al Mercato delle Vettovaglie ‘La valorizzazione delle bontà enogastronomiche livornesi’.

STEFANO CANDIANI

Se passate da Livorno non potete non fermarvi in questo bellissimo mercato di Livorno. Per me che è la prima volta che vengo al mercato di Livorno è davvero piacevole trovarsi con questi banchi di alta qualità,in cui si vende il prodotto appena preso sul territorio, con un rapporto tra chi compra e chi produce che è cosa rara. La vera rivoluzione è riprendere le cose semplici che ci vogliono far dimenticare. Perché nell’omologazione generale c’è un appiattimento e c’è uno svilimento di valori. Per andare invece a conservare, preservare e sostenere i prodotti legati alla terra e al mare, questi luoghi sono bellissimi e possono diventare un’azione di governo della Regione. Le cose si fanno con buonsenso. L’agricoltura è da preservare. Un territorio che perde l’agricoltura si impoverisce. L’agricoltura è benessere. L’agricoltura è ossigeno per la nostra vita. Se si perde l’agricoltura si perde lavoro. Dobbiamo impegnarci. Noi l’abbiamo sempre fatto difendendo il Made in Italy e la produzione locale. Ci siamo sentiti spesso e volentieri sbeffeggiati da questa sinistra che addirittura nega le emergenze laddove esistono. Penso a quella di chi fa concorrenza sleale ai nostri produttori e ai nostri agricoltori. Penso ai pescatori che fanno fatica, con prodotti che vengono importati dal resto del Mediterraneo dove non c’è alcuna tutela. In tutte queste cose la Regione deve dire la propria. Se siamo forti nell’amministrazione del Comune, della Regione, del Paese, l’Italia, la Toscana, Livorno hanno davanti un futuro di cui  essere orgogliosi.

Se invece la sinistra continua a smontare la nostra bella Italia questo è un Paese destinato al fallimento e noi non lo vogliamo.

Quindi grande determinazione con Matteo Salvini e Susanna Ceccardi e andiamo a vincere queste elezioni regionali a partire dalla Toscana.     

GIULIA PACCIARDI

Il mercato delle vettovaglie è rappresentativo dei prodotti del territorio.

Con il mercato del pesce. Livorno è una città di mare ed i suoi piatti tipici sono legati alla pesca. Non solo il famoso cacciucco ma un’infinità di piatti di pesce, cucinati secondo la tradizione gastronomica locale. Ma oltre a cacciucco, torta di ceci e ponce, ci sono anche prodotti agricoli tipici del territorio da tutelare.

Livorno non è famosa solo per le coltivazioni e l’agricoltura, ma sul territorio ci sono circa 600 aziende agricole, con circa 60.000 ettari di terreno coltivato, pari a poco meno della metà della superficie totale della provincia.

Aziende agricole in difficoltà, perché poco tutelate.
L’ultimo atto della Giunta della Regione Toscana è stato sbattere la porta in faccia agli agricoltori, come denuncia la Coldiretti, consapevole che è necessario voltare pagina in maniera radicale.

Nonostante i ripetuti appelli la giunta regionale per l’ennesima volta ha disatteso impegni presi e promesse fatte riguardo alla fauna selvatica, restando sorda alle denunce di agricoltori e allevatori che hanno subito danni enormi dalle incursioni e dagli assalti divenuti quotidiani della fauna selvatica. Altre regioni si sono mosse autorizzando agricoltori ad intervenire direttamente sui propri fondi per difendersi dai cinghiali e dagli altri animali selvatici.     

Il patrimonio agroalimentare e zootecnico conservato nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari, è messo a rischio dall’avanzata dei cinghiali.


Una situazione che costringe ormai le aziende a lasciare i terreni incolti, stravolgendo l’assetto produttivo delle zone con il rischio che venga meno la presenza degli agricoltori, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico.

ROBERTO BIASCI

Serve responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che con coraggio continuano a presidiare anche i territori più isolati e a garantire la bellezza del paesaggio e il futuro del Made in Italy agroalimentare.

Un altro fallimento della giunta regionale è il mancato ascolto delle esigenze delle categorie di lavoratori e imprenditori da tutelare.

Aziende da supportare. Sul territorio livornese esistono alcuni prodotti tipici, a volte sconosciuti ai livornesi stessi, come il cocomero della val di Cornia, il formaggio di capra dell’isola di Capraia, la produzione di miele, la raccolta del tartufo bianchetto, una varietà di tartufo bianco, tipica del litorale livornese.

Oltre a piccole coltivazioni abbiamo anche produzioni agro industriali come quella del pomodoro, e soprattutto un settore vitivinicolo e olivicolo di grande pregio. Vini di denominazione Doc, Docg, Igt.

Tanto ha da esprimere anche sotto questo profilo il territorio livornese, ma necessita di supporto, tutela e riconoscenza da parte delle amministrazioni pubbliche.

Il nostro impegno in Regione Toscana è di tutelare queste categorie, così importanti per il territorio.

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Riccardo Repetti

Nato a Livorno il 4 luglio 1956, compiuti gli studi superiori in specializzazione tecnica, ha coltivato da subito la grande passione per il giornalismo accompagnata dall’amore per la fotografia . Risale al 1986 il primo incarico professionale per la redazione livornese de "La Nazione", che dura fino al 1988, quando a ingaggiarlo è "Il Tirreno", Dal 1992 è iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, elenco pubblicisti. Concluso il rapporto di lavoro con "Il Tirreno”, dopo 31 anni il 31/12/2019 , dal primo gennaio di quest'anno svolge la libera professione. Attualmente dirige il notiziario on line pentanewslivorno

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