I residenti della Venezia: Cosa aggiungono e cosa resta oltre i fumogeni e il covid?

I residenti  della  Venezia: Cosa aggiungono e cosa resta oltre i fumogeni e il covid?
i fumogeni sugli scali del refugio

Il comitato Vivi la Venezia in un post su Facebook spiega che non e’ da ora con emergenza Covid che e’ nato il problema:

L’attenzione mediatica su La Venezia è stata attirata dai video e foto del lancio di fumogeni in Scali del Rifugio e le immagini sono state ripetute, e replicate.Cosa aggiungono e cosa resta oltre i fumogeni?Senza, viene tolta la parte scenografica, fatta di fumo, di colore, di luce e di botti, di stupore e paura, resta la realtà che conosciamo: gruppi rumorosi che, già dagli anni passati, con urla e cori da stadio, si rincorrono, saltano urlando sulle spallette dei fossi, nei vicoli, ai “Garagini”, grida e urla che non fanno dormire. Resta l’ubriachezza molesta e gli atti vandalici su auto, motorini, saracinesche di locali, persiane, portoni, fioriere, bici, tutto ciò che è a tiro, che siamo costretti a ricomprare (specchietti, bauletti) e a riparare (auto ammaccate).

Restano le bottiglie lanciate contro i muri, rimangono le risse di ubriachi, resta a terra la spazzatura, urina, vetri, vomito e qualche umano ubriaco o pestato da altri ubriachi, che portati al pronto soccorso non ricorderanno niente.

Questi gruppi consistenti di persone, in maggiorparte minorenni, ma anche più grandi, ora sono definiti per via del Covid, “assembramenti”, ma non è certo da ora che in Venezia le regole del vivere civile, le leggi e i regolamenti sono ignorati e tollerati, portando all’esasperazione un intero quartiere.

Qui si parla, precisiamo, di quella parte minoritaria della gioventù livornese, che pure c’è, come c’è la maggior parte dei giovani e ragazzini educati e per bene, che rispettano le regole e hanno una famiglia attenta alle spalle!!!Questo fenomeno non si può più neanche definire malamovida ( figuriamoci movida, che è tutta altra cosa), è una emergenza sociale che chiama tutti a responsabilità e attenzione, in particolar modo i genitori

.L’assunzione di alcol in misura smodata e, in alcuni casi, di droghe portano a comportamenti sopra le righe e in alcuni casi, violenti. In passato non si è voluto vedere, si è sottovalutato, non si sono ascoltati i cittadini che segnalavano tutto ciò che ora è sotto gli occhi di tutti.Ora c’è anche l’ emergenza Covid, problema nel problema, che chiama a interventi urgenti.

Non ci stancheremo di ripetere che la situazione nel week-end è da anni che è così, nel nostro quartiere. I residenti vogliono che sia riportata civiltà e legalità in Venezia, che si intervenga nei week-end, la notte, per regolare i comportamenti dannosi per la comunità, alcuni di ordine pubblico, altri reati veri e propri (atti vandalici, risse, occupazione delle strade, urla e schiamazzi, spaccio) e non sani per la salute ( alcolismo/assunzione di sostanze stupefacenti).

Siamo preoccupati ancora di più nel vedere situazioni gravi, come l’attacco alle FFOO, atto inqualificabile e gravissimo, in seguito al quale il Sindaco ha convocato il Comitato per la sicurezza e ha proposto, come espone il Prefetto, un esperimento, l’ultimo, una linea soft, avvertendo che poi ci sarà la linea dura.

Il Comitato Vivi la Venezia, altri residenti del quartiere e altri quartieri interessati da movida e comportamenti incivili (Antignano, Borgo, Centro e Garibaldi), riuniti tutti in un gruppo interquartieri dei Quartieri Uniti,chiedono al Prefetto, al Questore e al Sindaco di intervenire, oltre l’attuale emergenza Covid, per garantire ciò che è un diritto costituzionale e civile: legalità, rispetto della quiete pubblica dopo la mezzanotte, il diritto al sonno, la sicurezza di muoversi per le vie a piedi e in auto la sera e la notte, la protezione dei nostri beni privati e pubblici dagli atti vandalici.

E questo, oltre e indipendentemente dall’emergenza Covid.

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Riccardo Repetti

Nato a Livorno il 4 luglio 1956, compiuti gli studi superiori in specializzazione tecnica, ha coltivato da subito la grande passione per il giornalismo accompagnata dall’amore per la fotografia . Risale al 1986 il primo incarico professionale per la redazione livornese de "La Nazione", che dura fino al 1988, quando a ingaggiarlo è "Il Tirreno", Dal 1992 è iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Toscana, elenco pubblicisti. Concluso il rapporto di lavoro con "Il Tirreno”, dopo 31 anni il 31/12/2019 , dal primo gennaio di quest'anno svolge la libera professione. Attualmente dirige il notiziario on line pentanewslivorno

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